Questo è quanto di meglio ho mai visto su Internet. È una strada che porta lontano e propongo quà i primi passettini.
Veramente consiglio a tutti di guardarli, procedendo in questo ordine. Mi gioco le palle che arrivati alla fine non lo considererete una perdita di tempo. Anzi considererete molte altre cose come perdita di tempo.
Ecco la lista. Molti sono in inglese ovviamente, anche se per qualcuno ci sono sottotitoli in giro. Non sono link, ma si trova tutto, basta cercare.
Micropost durante una serata di febbre visto che sto morendo di caldo e devo uscire dal letto qualche minuto. Alle volte Internet spara cavolate molto più della carta stampata, ma questa si rifà alla grande quando parla di Internet.
Ho notato più di una volta come sui giornali le notizie più deviate dalla realtà sono sempre sul web, sui blog o su facebook in particolare.
Ricordo un articolo de “La Stampa” su Beppe Grillo che veniva contestato pesantemente sulla sua contrarietà a pubblicare le dichiarazioni dei redditi on line. C’erano migliaia di commenti su quel post e circa il 10% erano palesemente di disaccordo da un’occhiata a campione. Sono centinaia i post di Grillo con migliaia di commenti e la stampa non ha mai fatto articoli su altro, ma basta che venga contestato una mezza volta e via a sparare durissimo. Post originale, articolo La Stampa.
Ora succede di nuovo sulla storia di Massimo Tartaglia. Sempre La Stampa dice “su Facebook nascono gruppi anche pro-aggressore”. Boh al momento il gruppo pro-aggressore più grosso ha 22.000 fan, quello contro 700. Non è neanche facile da trovare con la ricerca. Articolo La Stampa.
Non è solo Silvio che si merita statuette in testa in questo paese.
Al numero 190, a seconda della “bontà ” del cliente si viene trattati diversamente. I migliori vanno direttamente dall’operatore, mentre i peggiori si beccano dei menù di scelte non proprio comodi.
Non è detto che tra queste scelte venga chiaramente presentata la possibilità di parlare con un essere umano, ma il modo c’è, anche se viene cambiato spesso e in maniera automatica.
Quello che succede, almeno negli ultimi tempi, è questo: il primo menù presenta un po’ di possibilità ed ad una di esse viene aggiunto “e per poter ottenere l’assistenza di un operatore”. Non è sempre la stessa, così bisogna veramente ascoltarle tutte.
Dopo viene presentato un secondo menù con tutta una serie di nuove scelte, ma spesso non ci viene detto quale sia il modo per parlare con l’operatore, se veniamo giudicati clienti poco importanti. In questo caso possiamo provare dei numeri che non sono stati menzionati e l’operatore dovrebbe essere in uno di quelli. In caso di errore si può riprovare subito.
Due esempi: tempo fa la prima scelta era il 6, poi venivano elencate solo 7 opzioni, mentre l’operatore era sul tasto 8. Questa mattina invece la prima scelta era 3 e portava a 5 opzioni, ma l’operatore era sul 9.
Se neanche nel primo menù viene menzionato l’operatore, bisogna provare esaustivamente, meglio se partendo dalla fine, i vari menu di primo livello. Alternativamente si può chiamare dal cellulare di un amico e vedere se cambia la situazione.
Vi auguro di non aver mai bisogno dell’intervento umano per questioni relative al contratto del cellulare.
NB: per chi non avesse già un ottima tariffa con Vodafone, legga anche questo.
Per mille motivi dall’11 settembre c’è una tendenza mondiale a togliere diritti e capacità alla gente di controbattere e difendersi.
In questi giorni in Italia stanno succedendo delle cose interessanti:
- chi parla male di Napolitano viene denunciato, anche dicendo il vero e senza insultare,
- il Senato ha approvato una legge contro l’istigazione o l’apologia di reato a mezzo Internet, guai a dire che una legge è ingiusta,
- le manifestazioni di protesta trovano difficoltà ad ottenere le autorizzazioni e nascono disegni per limitare ulteriormente questo diritto. Poi chiaramente i manifestanti vengono scassati di botte.
Il tutto avviene in un panorama di controllo governativo dei media e del potere giudiziario, con l’esercito per strada. O forse sarebbe più appropriato dire controllo da parte di poteri occulti e trasversali del governo, dell’economia, dei media e della magistratura.
Ora ammettiamo ipoteticamente che ci siano delle forze antidemocratiche, al potere o prossime ad esso, che minaccino la democrazia italiana.
Windows scende sotto il 90% di quota di mercato. Grazie a Vista (in negativo), a MacOS e a GNU/Linux (in positivo).
Ancora un sacco di gente però crede in dei “miti”:
- La Microsoft è stata la prima ad introdurre un s.o. facile - FALSO, Windows arriva dopo Apple, che arriva dopo prototipi e ricerche altrui.
- Un unico sistema operativo per il desktop abbassa i costi del software perchè i produttori (di hardware o software) ne devono supportare uno solo - INGENUO, funzionerebbe (castrando l’innovazione) teoricamente in caso di monopolio “di stato”, ma Microsoft ha alzato i costi del proprio software oltre a quelli di tutto il resto: basta pensare quanto ha speso una famiglia media per software MS rispetto a software non MS. Credo che nella gran parte dei casi si possa parlare di 1000 euro di licenze Windows e Office ogni 100 euro di altro software. Il grosso della gente compra Windows preinstallato e poi pirata tutto il resto.
- Microsoft è danneggiata dalla pirateria - INGENUO, vedi ultima frase del punto precedente. Per MS è meglio un Windows pirata che un Linux onesto.
- MS non è un monopolio - FALSO, MS è stata condannata diverse volte per abuso di posizione dominante. Si tratta di un monopolio de facto, ma è un monopolio. In economia si chiamano “fallimenti del mercato”.
- É grazie a MS che mia nonna può mandare le e-mail - INGENUO, se è vera questa affermazione è vero anche che è grazie a Linux se esiste Internet; allora come la mettiamo? Microsoft non ha semplificato i computer per prima, è solo riuscita ad imporre la sua semplificazione e poi ha bloccato gran parte delle innovazioni che sarebbero tranquillamente avvenute in regime di concorrenza. La nonnina avrebbe mandato mail grazie a qualcun altro e forse anche più comodamente, da un sistema operativo pensato proprio per le nonne.
Più scende lo share di Windows, più staremo bene noi utenti. Se toccasse il 60%, magicamente i prezzi scenderebbero di un sacco e la stragrande maggioranza delle applicazioni verrebbe sviluppata per essere portabile.

