Ma oggi non c’è su “La Stampa”

Posted in Italian, Stories by andrea on July 9th, 2008

Ieri a Torino in Piazza Castello c’è stata un bel po’ gente, che non è potuta essere a Roma ma voleva fare numero. Si è stati lì fermi un pochetto, nessuna scena, palcoscenico o maxischermo, solo gente indignata che voleva dimostrare di non lasciare sempre correre.

piazza castello a Torino, 8 luglio 2008

Ma oggi non c’è in tutta la cronaca su La Stampa neanche un trafiletto di 10 righe o una piccola foto. Il vaso è già traboccato da tempo per me, per mille motivi; non credo che si vedranno rinnovare il nostro abbonamento.
PS: ottima informazione la nostra: ieri non lo sapeva praticamente nessuno di questa manifestazione, il passaparola non può tutto.

PPS: troppe bandiere.

Il nuovo XP è server 2003

Posted in Italian, Stories by andrea on June 30th, 2008

Oggi muore XP. Non si troveranno più computer con XP preinstallato.

Bisognava dare una mano a Vista. Tra un poco magari XP verrà un po’ maltrattato o abbandonato per spingere all’upgrade. In quel caso c’è Server 2003, che è basato su XP, monta i suoi driver e fa girare i suoi programmi. Bastano un po’ di tweaks e lo si rende usabile anche come desktop. L’ho usato qualche mese nel mio stage e devo dire che, se uno non si preoccupa dei costi di licenza, è probabilmente il miglior windows che c’è e tirerà avanti ancora a lungo.

PS: il disprezzo per gli utilizzatori di Windows rimane comunque, sia ben chiaro.

Software patents again

Posted in Web, English by andrea on June 21st, 2008

An international effort to normalize patent legislation, particularly between EU and USA, is asking for public comments. Since this might be another way of spreading software patents around, the FSF has asked to send them our comments against this kind of patents.

It’s as easy as politely sending an email here: plharmonization (at) uspto.gov.

Further calls for actions against software patents here.

Un server straniero ci salverà (speriamo)

Posted in Italian by andrea on June 14th, 2008

O uomini, quegli tra voi è sapientissimo il quale, come Socrate, abbia riconosciuto che in verità la sua sapienza non ha nessun valore” (Platone, Apologia).

Il sapere di non sapere da oggi non è più una gran cosa.

Il governo emana un decreto legge per vietare tutta una serie di intercettazioni telefoniche nelle investigazioni giudiziarie e soprattutto per vietare la loro pubblicazione. La certezza che c’è qualcosa che non sappiamo è praticamente assoluta. Ragionando per probabilità credo che chiunque sia minimamente informato e intelligente può legittimamente supporre che qualcosa di brutto su S.B. o sui suoi amici sia stato registrato da qualche parte e che sarebbe potuto emergere nei prossimi due mesi con gravi conseguenze dirette per esponenti del governo.
Il secreto è così difeso che si capisce che c’è. Tuttavia nessun giornalista lo può pubblicare ora, in Italia. Per fortuna c’è internet e ci sono i server anche all’estero. Spero vivamente che queste intercettazioni sia trafugate in qualche maniera e pubblicate dall’estero.
Per chi invece può credere che sia solo una legge come un’altra, magari opinabile, ma non fatta spudoratamente per censurare qualche porcheria invito a considerare il modo con cui è stata fatta: il decreto.

Lo strumento del decreto legge è previsto dalla Costituzione per “casi di straordinaria necessità ed urgenza“, perchè è un meccanismo in qualche modo antidemocratico cui il governo può esautorare temporanemente il parlamento e il dialogo. È infatti limitato come validità nel tempo, altrimenti non vi sarebbe una vera democrazia come la intendiamo noi.

La Costituzione è alla base della nostra democrazia. È bello leggerla e vedere come dal caos si sia arrivati a stabilire dei diritti e dei valori in un’Italia di cinquant’anni fa; però di fronte a questa democrazia rimango confuso e interdetto.

Mi chiedo se a scrivere la Costituzione fossero stati i primi veri Italiani o gli ultimi. Lo slancio verso alti ideali non mancava, ma non è stato progettato un modo per far rivivere quello slancio e rinvigorirlo, ma si è solo cercato di cristallizarlo. La loro lungimiranza non può bastare se nessuno dopo interviene per chiudere le scappatoie e difendere quegli ideali da nuovi e diversi pericoli. Non è stata considerata abbastanza l’entropia e la necessità di un continuo apporto di energia per tenere un sistema in ordine.
Così nel tentativo di tutelare un parlamentare scomodo all’estabilishment, ma caro alla gente, hanno dato il via libera alla corruzione nei più alti organi statali. Per garantire governabilità e velocità di risposta in casi straordinari hanno permesso una roba come quest’ultimo decreto. La democrazia indiretta è diventata prima doppiamente indiretta con i partiti e infine tre volte con la televisione. A difesa del popolo rimane un referendum spuntato.

Quello che fondamentalmente penso di questo Paese è che le falle del sistema sono sfruttate per danneggiarlo più di quanto lo si riesce a migliorare. Nel cinquantenario della Costituzione non abbiamo proprio quello che c’era cinquant’anni or sono in termini di determinazione del proprio futuro (che forse era comunque poco ed arrivava a caro prezzo), ma siamo in balia di forze economiche e internazionali.

Questo spero sia l’ultimo post “politico” per un po’. Non amo proprio lo scrivere di politica perchè mi spinge a razionalizzare e razionalmente la vedo buia. Spero in internet però…

Piove, governo ladro

Posted in Italian by andrea on June 4th, 2008

Viene da chiedersi se sia vero…

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